Trend 2020: il report di Frogdesign sul futuro dei brand

Gli anni ’80 e ’90 hanno visto la diffusione di Internet. I primi venti anni del nuovo millennio hanno registrato un’esplosione del digitale in tutti i campi della nostra vita. Stiamo per entrare negli anni ’20: cosa porterà questo nuovo decennio?

Il report di Frogdesign,  società di consulenza di design e strategia aziendale, traccia gli scenari che aziende e persone affronteranno nei prossimi anni. Ecco alcuni dei trend più interessanti.

Non siamo più nel “nuovo” millennio

Stiamo per entrare nel 2020 e ormai non siamo più in un “nuovo” millennio. Siamo NEL millennio.

  • I dati digitali stanno crescendo in modo esponenziale: solo nell’ultimo decennio, siamo passati da  4,4 zetabyte a 44 zetabyte.
  • 4,68 miliardi di persone nel mondo sono collegate in rete grazie allo smartphone.
  • Automazione globale e machine learning coinvolgono il  26% della produzione industriale.

Nel giro di poco tempo, le nostre vite private e lavorative sono cambiate completamente. Cosa ci riserverà il futuro?

L’Era dei Sensi

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L’età dei Sensi- tecnologia umana

Secondo le analisi di Frogdesign, stiamo entrando in un’era che va oltre software, dispositivi e prodotti digitali: il 2020 e i decenni a venire saranno caratterizzati dal ritorno dell’uomo

Tutto ciò che realizzeremo e acquisteremo non dipenderà dalla crescita tecnologica, ma da quanto le persone saranno in grado di sfruttarla per potenziare le proprie idee. Nei prossimi anni, consapevolezza, intuito e creatività apriranno strade sconosciute. È in arrivo l’Era dei Sensi: il futuro dipenderà dalla capacità di dare un significato alla tecnologia, intesa come strumento per sviluppare ciò che conta per le persone, la società e il pianeta.

La fine dell’ottimismo

Per un lungo periodo, l’evoluzione tecnologica è stata associata automaticamente al progresso. Oggi, questa fiducia intrinseca è stata definitivamente compromessa. Siamo tutti molto più consapevoli di come le nostre vite siano diventate un insieme di dati raccolti e diffusi dietro le quinte dai prodotti e dai servizi che utilizziamo, quindi la nostra volontà di credere e accettare che chi usa la tecnologia abbia sempre a cuore il nostro interesse, sta crollando velocemente

“Il 2020 sarà il decennio della morte del tecno-ottimismo.”

Timothy Morey, VP Strategy, San Francisco

I giganti della tecnologia globale (Facebook, Amazon, Google) vengono considerati monopolisti. I social media, inizialmente definiti uno “specchio della società”, oggi sono visti come un motivo della sua decadenza. Le persone sono diventate sempre più critiche verso tecnologia e il suo influsso sulla salute mentale, individuale e sociale.

Anche il processo d’acquisto, di conseguenza, è cambiato: Il rapporto Edelman In Brand We Trust 2019 mostra che

per oltre il 70% dei consumatori le politiche di approvvigionamento, la reputazione, i valori, l’impatto ambientale di un brand sono fattori determinanti per la sua scelta.

La fiducia è la nuova moneta dei brand

La relazione tra persone e aziende dipenderà molto da come verranno gestiti i dati degli utenti. Nell’ultimo decennio, i consumatori sono stati abituati a scambiare informazioni personali con servizi apparentemente gratuiti come Facebook o Gmail.

Dopo gli scandali degli ultimi anni, le persone hanno iniziato a preoccuparsi sempre di più per la loro privacy digitale. Le aziende, quindi, saranno chiamate a occuparsene seriamente, investendo in sicurezza digitale, garantendo la certezza delle fonti di informazione e un uso etico delle informazioni. E saranno sempre più valutate su questa capacità: la fiducia sarà la nuova moneta.

Il marketing e la convergenza tra fisico e digitale

Un brand è l’espressione estetica di un’azienda, un’identità, un insieme di valori. Grazie ai social e alla tecnologia, i brand stanno diventando sempre più parte della nostra vita quotidiana.

La commistione tra online e offline sta radicalmente cambiando l’esperienza d’acquisto: mentre molti centri commerciali chiudono a causa delle spese e del crollo delle vendite, dall’altra parte nascono punti vendita, spesso monomarca, più mirati ed esperienziali.

La startup del settore beauty Glossier, ad esempio, ha aperto negli USA una serie di negozi che attirano i clienti tanto per scattare foto su Instagram quanto per acquistare le linee “limited edition” dei suoi prodotti. Uno dei motivi del successo di questi nuovi spazi è che danno ai clienti la possibilità di sperimentare nella realtà fisica ciò che vedono in quella digitale. Il punto vendita diventa un modo per coinvolgere le community in modo più olistico, con l’obiettivo di creare relazioni più durature: è l’evoluzione della  fedeltà alla marca.

Questo tema è ampiamente trattato anche da Philip Kotler in Retail 4.0 (“Be Seamless“): oggi non esiste più una differenza tra cliente e cliente digitale, poiché gli utenti vivono una relazione costante e generalizzata con brand. Se da un lato il traffico nei punti vendita è diminuito, dall’altro le conversioni sono aumentate, perché il negozio diventa il culmine di un rapporto più ampio e duraturo.

L’integrazione tra online e offline è la chiave di volta del futuro: le due realtà diventano manifestazioni del Phygital Marketing, una conversazione ibrida, fatta di continue interazioni reali e virtuali.

Philip Kotler- Retali 4.0

Intelligenza Artificiale e Realtà Aumentata

Le tecnologie emergenti saranno sempre più presenti nelle nostre vite.

Negli ultimi decenni, abbiamo visto la rapida evoluzione degli algoritmi e della loro capacità di conoscere il mondo nel nostro stesso modo.  Grazie all’intelligenza artificiale, i computer sono già in grado di svolgere attività complesse alla velocità della luce, con enormi implicazioni per tutti noi. Ma per ottenere il massimo dall’analisi predittiva e dagli algoritmi, le aziende avranno bisogno di dati buoni, chiari e imparziali; dati costosi sia da reperire che da elaborare.

Data la crescente integrazione dell’intelligenza artificiale nelle organizzazioni, aziende come Amazon, Google e Microsoft stanno già offrendo servizi ad “alta intensità di elaborazione” in abbonamento, attraverso le loro piattaforme di cloud computing.

Anche la realtà virtuale sta facendo passi da gigante. Da un lato, il 2020 vedrà il declino di piattaforme e prodotti obsoleti che non sarebbero mai stati all’altezza delle loro promesse (come Google Daydream, ecc.). Dall’altra, con la connettività 5G e i progressi nella tecnologia, finalmenet vedremo i veri dispositivi di “prossima generazione”.

“In the next five years, we’ll see devices with features like wireless connectivity, high resolution output, six degrees of freedom, AR/VR blending and eye tracking drive a new wave of VR that will start to be palatable by the masses.”

Adam Wrigley, Principal Mechanical Engineer,  New York

In una società sempre più connessa e affamata di esperienze che uniscono il reale al virtuale, la chiave per soddisfare i desideri e le esigenze degli utenti risiederà nell’adozione e nell’applicazione di soluzioni che si basano su un’altra realtà, conclude il report.

Il lungo cammino verso la sostenibilità 

Vent’anni dopo aver incentrato la sua campagna presidenziale sul tema della  protezione ambientale, l’ex vicepresidente Al Gore ha proclamato, in una recente intervista a Wired, che “siamo nelle prime fasi di una” rivoluzione della sostenibilità globale“.

Ma c’è ancora molto lavoro da fare. Oggi, il tema del cambiamento climatico sta spingendo i consumatori a utilizzare i prodotti in modo più consapevole e a fare pressione sulle aziende, affinché adottino approcci più sostenibili. 

Dal 2020 assisteremo a una maggiore spinta verso lo sviluppo e l’implementazione di modelli di business incentrati sull’attenzione alle sfide ambientali.

“Fare del bene fa bene anche agli affari. Le organizzazioni più consapevoli stanno prendendo posizione, connettendosi con i clienti a un livello più profondo, su valori e credenze condivisi e trasformandoli in sostenitori del brand. ”—Leonardo Kubrak Maciel, digital strategist, Monaco

L’industria alimentare, in particolare, sarà chiamata a un grande cambiamento per rendere sostenibile tutto il suo ciclo produttivo: dalla scelta delle materie prime, allo smaltimento dei rifiuti, passando per le emissioni durante la trasformazione dei cibi, ci sarà grande spazio per innovazioni ecologiche che verranno premiate dai consumatori.

Anche se non stiamo cambiando la funzione del cibo, stiamo sicuramente rivedendo la sua forma.

Qui il report completo.